Guanti da lavoro: normative e tipologie

I guanti da lavoro rientrano nei cosiddetti DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) ovvero tutte quelle attrezzature destinate ad essere indossate dai lavoratori per prevenire infortuni o rischi per la salute.
La protezione delle mani del lavoratore è un obbligo che esige rispetto sia da parte del lavoratore che da parte del datore di lavoro.


Recenti statistiche hanno dimostrato che almeno un terzo degli infortuni che avvengono sul lavoro coinvolgono proprio gli arti superiori dei lavoratori. Per questo negli ultimi anni si è deciso di rendere più stringenti le normative nazionali ed internazionali che regolano la conformazione e l’uso di questi dispositivi.

La norma EN 420:2003 stabilisce i requisiti generali che devono presentare i guanti di protezione in termini di design e fabbricazione, innocuità, comfort ed efficienza e marcatura.
Esistono poi altre direttive specifiche che vanno a regolare caratteristiche e impieghi di dispositivi progettati per applicazioni speciali.

Vediamo quali sono requisiti europei che devono rispettare i guanti da lavoro, le loro tipologie e le normative che ne regolano l’utilizzo.

Requisiti marcatura CE dei guanti da lavoro

Secondo il nuovo Regolamento europeo 2016/425 sui Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), i guanti impiegati a scopo lavorativo devono obbligatoriamente presentare sul dorso le seguenti diciture:

  • Nome del produttore
  • Denominazione
  • Marcatura CE
  • Taglia
  • Pittogrammi che riguardano la normativa di riferimento
  • Simbologia dei guanti di protezione

La marcatura, inoltre, deve essere leggibile per l’intera durata di vita del guanto.

Nel caso in cui questa non possa essere rappresentata sul guanto stesso deve essere riportata sulla confezione.

Guanti da lavoro: le principali tipologie

Come già accennato, i guanti da lavoro o guanti antinfortunistici non sono tutti uguali, ma sono dotati di resistenze e materiali differenti in base al tipo di lavoro che si intende affrontare.

Le seguenti sono le principali tipologie presenti ad oggi in commercio e le normative alle quali devono adattarsi.

  • Guanti con protezione verso i rischi meccanici, o anti-taglio [EN 388]
  • Guanti con protezione verso rischi legati alla saldatura [EN 12477]
  • Guanti con protezione verso rischi chimici e microorganismi [EN ISO 374]
  • Guanti con protezione verso i rischi termici [EN 407]
  • Guanti con protezione verso i rischi legati al freddo [EN 511]

Guanti con protezione verso i rischi meccanici, o anti-taglio

La normativa EN 388 si applica a tutti quei guanti che proteggono da abrasione, tagli da lama, perforazioni e strappi.

Il pittogramma è generalmente seguito da cifre o caratteri che indicano il grado di resistenza del DPI verso un determinato rischio.

Indossare questi guanti non elimina totalmente la possibilità di ferirsi, ma comunque ne riduce drasticamente le possibilità.

Ma come vengono viene testata in laboratorio la resistenza meccanica?

  • Test della resistenza all’abrasione. Il guanto viene sottoposto ad un’escoriazione causata da una pressione conosciuta. Il grado di resistenza dipende dal numero di cicli necessari a deteriorare il campione a una velocità costante: più velocemente si degrada e minore è la sua resistenza all’abrasione. Il livello di resistenza va da 1 a 4.   
  • Test della resistenza al taglio di lama. Sul guanto viene passata una lama a velocità costante. Rilevando il numero di passaggi necessari per tagliare il guanto è possibile calcolarne il livello di resistenza. Il livello di resistenza va da 1 a 5.
  • Test della resistenza al taglio di lama (TEST TDM). Forza necessaria ad una lama dritta per tagliare un campione su uno spostamento di 20 mm. Il livello di resistenza va da A a F.
  • Test della resistenza allo strappo. Vengono effettuati dei test di lacerazione per verificare qual è il livello di resistenza del guanto. Livello di resistenza da 1 a 4.
  • Test della resistenza alla perforazione. La resistenza di un guanto da lavoro alla perforazione viene valutata misurando la forza necessaria a provocare un foro sulla superficie impiegando una punta di dimensioni standard. Livello di resistenza da 1 a 4.
  • Test di resistenza all’impatto sulla zona del metacarpo. Attenuazione minima della forza di impatto trasmessa alla mano. Livello di resistenza da Ø a P.

Guanti con protezione verso rischi legati all’attività di saldatura

I guanti utilizzati per la saldatura manuale dei metalli sono generalmente in pelle di mucca o di maiale.

Consentono al lavoratore di maneggiare attrezzi ad alte temperature e al tempo stesso lo proteggono da eventuali rischi di abrasione, lievi tagli da lamiera o lievi perforazioni

I guanti da saldatura sono classificati in due categorie:

  • Categoria B. Quando viene richiesta una grande destrezza (ad esempio nel caso della saldatura ITG).
  • Categoria A. Per tutti gli altri procedimenti di saldatura.

Guanti con protezione verso rischi chimici e microorganismi

Secondo quanto stabilito dalla normativa EN 374, i guanti che proteggono contro i prodotti chimici servono a salvaguardare l’utente dal contatto con prodotti chimici pericolosi.

Il pittogramma è seguito da un codice a tre caratteri ognuno dei quali fa riferimento a una sostanza chimica.

I guanti che proteggono dal rischio chimico devono necessariamente evitare all’utente di incorrere nei seguenti rischi:

  • Penetrazione [EN 374-2]. Ossia il passaggio di una sostanza chimica o di un microorganismo attraverso la porosità dei materiali; le cuciture, eventuali micro-forature o altre imperfezioni del materiale;
  • Permeazione [EN 374-3 o EN 16523]. È il tempo impiegato dal liquido pericoloso per venire a contatto con la pelle, ovvero la velocità con cui il materiale si impregna, portando il prodotto a contatto con la pelle.

La protezione verso la penetrazione di microorganismi, invece, è normata EN ISO 374-5, che stabilisce appunto esigenze e metodi di prova per i guanti di protezione destinati a proteggere l’utente da microorganismi (muffe, batteri e virus).

Quelle che abbiamo visto sono le principali tipologie di guanti da lavoro presenti ad oggi sul mercato.
Insomma, non esiste il guanto perfetto, ma il guanto perfetto per una determinata situazione.
La maggior parte degli incidenti che avvengono derivano da un utilizzo scorretto o addirittura da un mancato utilizzo.
È sempre importante valutarne la qualità controllando l’effettiva presenza del marchio CE e le informazioni riportate sul dorso.
Inoltre, un’adeguata formazione del lavoratore sull’utilizzo dei dispositivi e sulla loro conservazione e manutenzione, gli consentirà di svolgere il proprio lavoro in tutta sicurezza e nel rispetto della salute.


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